Diana non interviene per “sistemare”, non dirige, non forza.
Il suo lavoro nasce dalla capacità innata di sentire i campi emotivi e intuitivi delle persone, una sensibilità presente fin dall’infanzia.
Nelle sessioni:
- percepisce ciò che si muove sotto la storia raccontata,
- coglie le intuizioni che arrivano come immagini, sensazioni, respiri,
- segue il flusso interiore della persona senza imporre nulla,
- apre uno spazio dove l’altro può finalmente sentire ciò che evita,
- usa la scrittura e le lettere per canalizzare emozioni bloccate,
- permette alla persona di contattare un livello più alto di consapevolezza.
È un processo che nasce dal campo condiviso, non da una tecnica.
È una comunicazione sottile tra anime, non tra ruoli.
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